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LAVORO

Forme di Impresa

Scegliere la forma giuridica di impresa è un passo importante per chi avvia una nuova attività

La scelta della forma giuridica di impresa è indubbiamente uno dei primi e più importanti passi da compiere in fase di avvio attività. La forma giuridica determina, infatti, il rapporto da instaurare con i propri soci, le responsabilità che ci si assumono nei confronti di eventuali creditori, il rapporto con il fisco e il ricorso ad eventuali incentivi pubblici. Non è mai una scelta definitiva considerato che, anche ad iniziativa avviata, è possibile cambiarla. Ma si tratta di un'operazione, che comporta costi anche notevoli. Conviene quindi ragionare la propria scelta con molta cura, possibilmente insieme ad un professionista - consulente fiscale, legale, notaio - che aiuti, anche in base all'oggetto dell'attività e alla situazione patrimoniale dei singoli soci, quale è la scelta più adeguata al caso proprio. Ecco tuttavia di seguito alcuni aspetti su cui iniziare a riflettere per determinare se è meglio aprire una società di persone, di capitale o una cooperativa.

Il grado di rischio dell'attività.

Si tratta di valutare le effettive possibilità di esposizione finanziaria e, quindi, di eventuali indebitamenti generati dall'attività. Maggiori sono i rischi di esposizione (per esempio, forte incidenza dei costi fissi su quelli variabili, elevati costi di fornitura di merce e materie prime etc.), maggiore potrà essere l'indebitamento e, quindi, l'esposizione nei confronti di eventuali creditori. In questi casi, sarà più opportuno optare per la scelta di una società di capitali (srl, spa) tenendo comunque presente che dare avvio e mantenere una società di capitali comporta costi nettamente maggiori rispetto a quelli previsti per una società di persone. Non solo perché le società di capitali richiedono al momento della costituzione il versamento del capitale sociale. Ma anche perché gestirle comporta maggiori oneri dal punto di vista burocratico e amministrativo (maggiori costi di costituzione, iscrizione e registrazione, maggiore imposizione fiscale, necessità di depositare il bilancio annuale e di tenere la contabilità in partita doppia etc.)

La fiducia nei confronti dei soci

La lite fra i soci e l'inaffidabilità degli stessi è una delle maggiori cause di mortalità delle imprese italiane. Prima di dare avvio ad un'impresa occorrerebbe quindi testare e verificare in più circostanze il rapporto con i propri soci ai quali bisognerebbe poter accordare la massima fiducia. Se la fiducia è scarsa e se il business muove ingenti capitali, sarebbe il caso di optare per una società di capitale piuttosto che di persone (società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice) considerato che garantiscono una gestione più rigida e generalmente più controllata. I soci delle società di capitale, a differenza di quelli delle società di persone che rispondono nei confronti di eventuali creditori illimitatamente e in solido, rispondono inoltre nei confronti di eventuali creditori solo in relazione al capitale che hanno effettivamente sottoscritto con l'acquisto delle quote sociali.

Gli obiettivi con cui viene costituita la società

Anche questi sono determinanti per la scelta della forma giuridica di impresa. Se, infatti, il suo obiettivo primario è, per esempio, creare opportunità di lavoro per i soci che la costituiscono e non la generazione di lucro, dare avvio ad una cooperativa può essere la scelta più azzeccata.

A chi rivolgersi per ulteriori informazioni

Al proprio consulente fiscale, alle associazioni di categoria del settore in cui si vuole operare, al BIC Liguria o alla Camera di Commercio della provincia di appartenenza.

Fonte: www. Iolavoroliguria.it

Le più comuni forme in cui si può avviare un'attività imprenditoriale sono le seguenti:

Impresa individuale

Unico titolare dell’attività è il singolo imprenditore che si assume il rischio e le responsabilità che l'esercizio dell'attività economica comporta. Risponde direttamente alle obbligazioni verso i terzi con il suo patrimonio. L'impresa individuale rispetto alla collettiva è caratterizzata da una maggiore flessibilità e rapidità di decisione e da minori oneri amministrativi, contabili e fiscali.

Le imprese individuali sorgono con l'inizio dell'esercizio professionale di un'attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni e di servizi. Entro trenta giorni dall'inizio dell'attività – come prescritto dal Codice civile – l'imprenditore deve chiedere l'iscrizione al Registro delle imprese della provincia in cui è ubicata la sede dell'impresa.

Vedi anche sezione lavoro autonomo di questo sito

Impresa familiare

L’impresa familiare si addice alle piccole attività. E’ una ditta individuale alla quale prendono parte anche i parenti e gli affini del titolare dell’attività entro il terzo grado. Si costituisce con un atto notarile che entra in vigore a partire dal primo di gennaio dell’anno successivo a quello in cui è stato sottoscritto. Per quanto riguarda la ripartizione degli utili derivanti dallo svolgimento dell’iniziativa, prevede che vengano distribuiti nella misura di almeno il 51% al titolare dell’attività, per la rimanente percentuale, agli altri soggetti che ne fanno parte, tenendo presente che possono essere ‘ripercentualizzati’ annualmente, in funzione dell’impegno che ciascuno ha effettivamente dedicato all’attività. Gli utili sono tassati dall’IRAP nella misura del 4,25%. Una volta distribuiti, sono colpiti dalla vecchia IRPEF, oggi IRE, in base allo scaglione contributivo di ciascun componente dell’impresa. Il pagamento dei contributi Inps – circa 2.200 euro all’anno fino a 12.000 euro di utile per persona, il 18% per la cifra eccedente - e del premio Inail – proporzionale ai rischi connessi allo svolgimento dell’iniziativa – spetta all’intestatario dell’impresa che è tenuto a versarli sia per se stesso sia per i familiari o gli affini che lavorano insieme a lui.

Vantaggi

  • Semplicità di conduzione dal punto di vista burocratico amministrativo: snellezza nelle procedure di costituzione e in quelle di conduzione.
  • Rapidità nelle decisioni aziendali: a maturarle, è l’intestatario dell’impresa, sentito il parere di coloro che ne fanno parte.
  • Generale abbattimento degli scaglioni contributivi, dovuto proprio al riparto degli utili fra i vari componenti dell’impresa.
  • La percentuale di utili da distribuire a ciascun componente può essere ridistribuita di anno in anno, in funzione dell’effettiva partecipazione.
  • Svantaggi
  • In caso di fallimento le responsabilità ricadono sul titolare dell’attività, come avviene nella ditta individuale.
  • Osservazioni

    E’ consigliabile utilizzare questa formula nel caso di piccole realtà gestibili effettivamente in famiglia ed eventualmente con l’ausilio di collaboratori occasionali. Non a caso, questo tipo di impresa è molto diffusa nelle attività in cui la familiarità e lo scarso rischio di esposizione finanziaria sono le caratteristiche principali come, per esempio, i bar, i ristoranti e le attività di affittacamere.

    Le società di persone

    Considerato che, per loro natura, le società semplici non possono svolgere iniziative commerciali in senso lato – possono, cioè essere dedite soltanto ad attività agricole o di amministrazione di patrimoni immobiliari - per chi vuole aprire una nuova impresa e desidera costituire una società di persone, ci sono due possibilità: una società in nome collettivo (s.n.c.) o una società in accomandita semplice (s.a.s.). Entrambe si costituiscono davanti al notaio con la sottoscrizione dell’atto da parte di tutti i soci che aderiscono. Nell’atto, oltre alle caratteristiche dell’impresa e ai suoi campi di azione, vanno indicati i conferimenti dei soci nonché le modalità con le quali, in base al proprio apporto, intendono dividersi gli utili. Considerato che tutti i soci, ad esclusione degli accomandanti nelle s.a.s., rispondono illimitatamente, cioè con il proprio patrimonio personale, e in solido – i soci solvibili rispondono anche per la quota spettante ai non solvibili - nei confronti di eventuali creditori, sull’atto sarà opportuno limitare i margini di azione di ciascuno, per esempio, prevedendo che possano prelevare denaro a firme disgiunte dal conto corrente della società fino ad un determinato ammontare. Nell’atto sono contenuti anche i diritti di prelazione dei soci superstiti nel caso di decesso di uno dei soci o di cessione delle sue quote sociali. E’ una clausola a tutela di ciascun socio proprio in conseguenza delle forti responsabilità che ricadono, in queste società, su ciascun socio in caso di fallimento. Pagato l’IRAP (4,25%), gli utili della società possono essere suddivisi fra i soci in parti uguali, salvo diverse disposizioni previste nell’atto costitutivo. Sono soggetti alla tassazione IRE in funzione dello scaglione contributivo maturato da ciascun socio, anche se non sono stati distribuiti. I contributi INPS e il premio Inail devono essere pagati nella stessa misura prevista nell’impresa familiare, per ogni socio che prende parte attiva allavita dell’azienda. Sono quindi esclusi dagli oneri, per esempio, i soci accomandanti nelle s.a.s. Dal punto di vista gestionale, le decisioni aziendali vengono prese dai soci per testa, salvo diverse disposizioni previste nell’atto costitutivo.

    Vantaggi

  • Le formalità burocratico-gestionali non sono particolarmente onerose.
  • L’imposizione fiscale è meno gravosa rispetto, per esempio, alle società di capitale.
  • Svantaggi
  • In caso di fallimento della società falliscono personalmente anche i soci, con tutte le conseguenze che ne derivano.
  • I soci rispondono illimitatamente e in solido nei confronti di eventuali creditori.
  • Il potere decisionale, salvo diverse disposizioni inserite nell’atto, spetta a ciascun socio, in maniera uguale; può essere un problema nel caso in cui, per esempio, i soci siano quattro ed esprimano ‘a coppie’ pareri discordanti.
  • Gli utili sono soggetti a tassazione, anche se non sono stati distribuiti fra i soci.
  • Osservazioni

    Rappresentano la formula ideale per una piccola attività gestita da due o più soci che non hanno fra loro legami di parentela. Sono sconsigliate nel caso in cui l’attività comporti gravi rischi di esposizione finanziaria, proprio in virtù delle responsabilità che tutti i soci hanno in caso di fallimento della società. E’ consigliabile dare avvio a queste società solo se si ha una cieca e testata fiducia nei confronti dei propri soci.A chi rivolgersi per ulteriori informazioni: alle associazioni di categoria di riferimento, al proprio commercialista, al proprio legale o ad un notaio di fiducia.

    Le società di capitali

    Escludendo le Società in accomandita per azioni, poco diffuse e non adatte per loro natura alla gestione di piccole attività di impresa, si tratta delle società a responsabilità limitata e delle società per azioni. Si costituiscono con un atto pubblico davanti al notaio e richiedono il versamento di un capitale minimo di costituzione, pari a 10.000 euro, nel caso delle srl, a 100.000, nel caso delle spa.

    Caratterizzate da una burocrazia e da oneri gestionali abbastanza complessi, possono includere sia soci che partecipano attivamente alla vita dell’azienda sia semplici soci di capitale. Nelle srl e nelle spa, gli utili sono tassati, prima della loro distribuzione, dall’IRAP (4,25%) e dall’Ires che attualmente è pari al 33%. Una volta attribuiti ai soci, possono subire una ulteriore tassazione, anche se su una base imponibile ridotta anche del 60%, a seconda dell’imponibile ai fini IRE di ciascuno. Hanno una personalità giuridica che fa da ‘ombrello’ per i soci che, in caso di fallimento della società, salvaguardano il proprio capitale personale. E’ un beneficio, quest’ultimo che giustifica il maggior costo di mantenimento di questo tipo di società. Gli utili e le perdite dei singoli soci vengono definiti, infine, in funzione del capitale sociale in loro possesso, e, quindi, del denaro che conferiscono alla società al momento della costituzione o in successivi conferimenti.

    Vantaggi

  • In caso di fallimento, fallisce solo la società e non i soci il cui patrimonio personale si mantiene integro.
  • Le decisioni vengono prese dai soci in funzione delle quote in loro possesso. Difficilmente, quindi, sorgono controversie.
  • Ammettono l’esistenza di soli soci di capitale che partecipano alla divisione dell’utile (e delle perdite) in funzione delle quote effettivamente sottoscritte.
  • Svantaggi
  • Richiedono un capitale minimo di costituzione.
  • La gestione dal punto di vista fiscale è più complessa: sono tenute a depositare il bilancio presso la CCIAA ogni anno, la contabilità deve essere tenuta in partita doppia, l’Iva deve essere versata mensilmente e, in generale, i costi di mantenimento, sono più elevati.
  • L’amministrazione è più complessa e faragginosa: c’è l’obbligo di indire un’assemblea annuale dei soci, occorre nominare (in alcuni casi per le Srl, sempre per le Spa) dei sindaci per la revisione del bilancio e così via.
  • Sono soggette al pagamento dell’Ires (33% dell’utile).
  • Sono soggette ad una maggiore pressione fiscale.
  • Osservazioni

    Sono indicate per attività a gestione complessa, che muovono fatturati elevati, contano diversi dipendenti e, per la copertura degli investimenti di avvio, richiedono anche il conferimento di soli soci di capitale. Considerati i costi di mantenimento (almeno 8.000 euro all’anno) e la forte imposizione fiscale per attività di dimensioni

    contenute, è consigliabile il ricorso ad altre forme giuridiche di impresa.

    Fonte: www. Iolavoroligria.it

    Le società cooperative

    Società senza fini di lucro, vengono create da almeno tre soci allo scopo di generare opportunità di lavoro per gli stessi soci che ne fanno parte: infatti lo “scopo mutualistico” consiste proprio nell’assicurare ai soci il lavoro a condizioni migliori di quelle che otterrebbero dal libero mercato.

    Il socio lavoratore di cooperativa stabilisce con la propria adesione un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma; dall’instaurazione dei predetti rapporti associativi e di lavoro derivano i relativi effetti di natura fiscale e previdenziale e tutti gli altri effetti giuridici: al socio lavoratore spetta un trattamento economico complessivo comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore, ovvero, per rapporti di lavoro diversi da quello subordinato, in assenza di contratti o accordi collettivi specifici, ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo.

    Ogni cooperativa definisce un proprio regolamento, approvato dall’assemblea, sulla tipologia dei rapporti di lavoro che si intendono attuare

    Degli utili netti annuali almeno il trenta per cento va accantonato al fondo di riserva legale e il tre per cento deve essere corrisposto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione; il resto può essere accantonata a fondo di riserva ma anche riconosciuto ai soci come maggiorazione di stipendio (nella misura massima del 30% di quanto già percepiscono) e/o come remunerazione del capitale sociale, nei limiti stabiliti dalla legge.

    Nelle assemblee ciascun socio cooperatore persona fisica ha un voto, qualunque sia il valore della propria quota di capitale sociale.

    Vantaggi

  • Nelle cooperative l’obiettivo essenziale è proprio conseguire lo scopo mutualistico, cioè creare occasioni di lavoro per i soci;
  • Si coniuga la soddisfazione dell’agire in proprio con il vantaggio di non rimanere da soli ma di condividere la gestione con altri soci;
  • Vi sono disposizioni fiscali di carattere agevolativo previste dalle leggi speciali per le cooperative a mutualità prevalente;
  • Le somme destinate a riserva rimangono intassate nel patrimonio sociale e possono essere destinati agli investimenti, allo sviluppo delle attività d’impresa ed alla istituzione di servizi comuni.
  • Svantaggi
  • in caso di utili, la loro distribuzione a favore dei soci non è illimitata;
  • in caso di scioglimento, il patrimonio che eventualmente residui dopo la restituzione del capitale sociale non può essere diviso tra i soci.
  • Osservazioni

    Proprio per gli aspetti mutualistici che caratterizzano le coop, con i vantaggi e svantaggi sopra sintetizzati, decidere di dare avvio ad una cooperativa è in qualche misura anche una scelta di vita, oltre che un’opzione imprenditoriale.

    Per ulteriori informazioni rivolgersi alle sedi locali delle Associazioni cooperativistiche: Confcooperative o Lega delle Cooperative.