L’AVVIO D’IMPRESA O START UP
Per avviare un'attività imprenditoriale è necessario compiere precisi adempimenti procedurali e fiscali.
Ne esistono di due tipi:
• specifici, ossia che variano a seconda del tipo di impresa costituita
• generali, ossia comuni ad ogni impresa
Fra quelli generali vanno ricordati:
• l'iscrizione nel Registro delle imprese
• l'apertura della partita IVA
• l'iscrizione all'INAIL
Prima di compiere tali adempimenti, tuttavia, è necessario che il futuro imprenditore valuti attentamente la validità e l'attuabilità della sua idea di impresa, attraverso la realizzazione del Business Plan.
Dovrà, inoltre, ottenere una serie di autorizzazioni (per es. autorizzazioni di Pubblica sicurezza) e precostituire quelle condizioni necessarie per l'esercizio di un'impresa (ad es. rispetto dei requisiti di igiene, sicurezza ed idoneità dell'ambiente di lavoro; iscrizione ad Albi e/o Ruoli, etc.).
PER INFORMAZIONI
• Camere di Commercio www.sp.camcom.it
• Sviluppo Italia www.sviluppoitalia.it
Fonte: www.welfare.gov.it
L'APERTURA DELLA PARTITA IVA
E' uno dei primi adempimenti burocratico-amministrativi per chi avvia un'attività
L'apertura della partita Iva è uno dei primi adempimenti burocratico amministrativi che deve sbrigare chi si mette in proprio chi si dedica, cioè, ad un'attività libero professionale, apre una ditta individuale o costituisce una società cooperativa, di persone o di capitali. Sono, in altre parole, esentati dall'espletare questo adempimento i prestatori d'opera occasionale e gli ex collaboratori coordinati e continuativi, oggi lavoratori a progetto.
Come si apre
Aprire la partita Iva è molto semplice. Basta recarsi all'apposito ufficio (Ufficio Iva) della provincia di appartenenza, muniti del proprio numero di codice fiscale (o di quello dell'impresa di cui si è soci) e di un documento di identità valido. Nel caso di una società, occorrerà presentarsi anche con l'atto costitutivo della stessa. L'attribuzione del numero, che conta 11 cifre, è immediata e avviene a seguito della compilazione di un apposito modulo da ritirare e compilare in loco. Su di esso, dovranno essere indicati, fra l'altro, il codice, cioè il tipo di attività a cui ci si dedicala, la sede in cui si svolge l'iniziativa nonché quella in cui sono tenuti i registri contabili (fatture attive e passive, beni ammortizzabili etc). Una volta ottenuto, il numero di Partita Iva dovrà essere indicato su tutte le fatture attive, cioè su quelle emesse dal professionista o dall'impresa, e su quelle passive, cioè relative ai prodotti e ai servizi che si utilizzano per produrre.
Quanto costa aprirla
Non costa nulla, l'apertura della partita Iva è un adempimento gratuito. Fino a quando non è stata istituita l'IRAP, cioè l'imposta Regionale sulle Attività Produttive, si era costretti a pagare 100.000 lire di tassa di concessione governativa, al momento dell'attivazione e ogni anno, se titolari di una ditta individuale, 250.000 se di una società. Oggi, questa tassa è stata soppressa perché 'assorbita' appunto dall'Irap che si paga in percentuale sull'utile generato annualmente dall'attività (4,75%)
Gli obblighi che comporta avere la partita Iva
Chi possiede un numero di partita Iva è tenuto a pagare mensilmente o trimestralmente, a seconda del regime di contabilità a cui è soggetto (ordinaria o semplificata), l'Iva a debito, cioè la differenza fra l'Iva da incassare al momento dell'emissione di una fattura attiva e quella pagata al momento dell'acquisto dei beni o dei servizi indispensabili allo svolgimento dell'attività. Il pagamento va accompagnato dalla compilazione di apposite dichiarazioni fiscali che, solitamente, vengono compilate dal commercialista oppure dai responsabili delle associazioni di categoria a cui ci si rivolge per la tenuta della contabilità.
Quali sono le aliquote Iva
Le aliquote Iva sono tre ed ammontano al 4, al 10 e all'20% che vengono calcolate sul costo del bene o del servizio proposti o acquistati. In linea estremamente generale, l'aliquota del 4% interessa i prodotti agricoli, quella del 10% la ristorazione mentre il 20% tutti gli altri prodotti e servizi. E' tuttavia bene accertare al momento dell'attribuzione del numero quale è l'aliquota a cui è soggetta la propria attività e di cui occorrerà tenere conto ogni qualvolta si emetterà una fattura o si definiranno i prezzi dei prodotti/servizi da vendere.
A chi rivolgersi per ulteriori informazioni
Allo stesso Ufficio Iva, al proprio commercialista oppure alle associazioni di categoria del settore di riferimento.
Fonte: www.Iolavoroliguria.it
IL BUSINESS PLAN
Il Business Plan (o piano strategico d'impresa o piano di fattibilità) è lo strumento per presentare e pianificare il progetto d'impresa che si intende realizzare.
Questo documento deve esplicitare e chiarire tutti i principali aspetti del progetto, quali:
• l'idea imprenditoriale
• la struttura organizzativa dell'azienda
• l'analisi del mercato di riferimento
• il piano delle vendite del prodotto / servizio
• il piano di produzione (solo per le aziende di produzione)
• il piano degli investimenti
• il piano economico-finanziario
• la valutazione del possibile impatto del progetto sul mercato economico-finanziario e occupazionale
La stesura del piano permette a chi vuole avviare una nuova impresa di verificare la validità della propria idea e la sua attuabilità, valutando i tempi, i costi e, più in generale, le azioni necessarie a renderla operativa.
Il Business Plan si rivela un utile strumento anche nei casi di aziende già avviate in quanto consente di controllare l'attività imprenditoriale e l'andamento generale dell'impresa e di riconsiderare eventuali scelte operative.
PER INFORMAZIONI
• Camere di Commercio www.sp.camcom.it
• Sviluppo Italia www.sviluppoitalia.it
Fonte: www.welfare.gov.it
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