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LAVORO

Cosa Sono i CPI

I centri per l’impiego attuali sono nati a seguito del decentramento delle funzioni amministrative avviato con la legge Bassanini ovvero, nello specifico, a seguito del conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro secondo quanto previsto dall’art. 1 della legge n. 59/97.

Il decreto legislativo n. 469/97, emanato in attuazione di tale norma di legge, conferisce alle regioni le funzioni ed i compiti relativi al collocamento ed alle politiche attive del lavoro prevedendo, al contempo, che le funzioni inerenti il collocamento vengano attribuite dalle regioni alle province. tale passaggio e’ stato disciplinato attraverso l’emanazione di apposite leggi regionali allo scopo di assicurare l’integrazione tra i servizi per l’impiego, le politiche attive del lavoro e le politiche formative.

Lo stesso decreto prevede peraltro che la gestione e l’erogazione dei servizi connessi alle funzioni attribuite alle province in materia di collocamento avvenga tramite strutture denominate “centri per l’impiego”, i quali possono altresi’ erogare i servizi connessi alle funzioni di politica attiva del lavoro attribuiti dalle regioni direttamente alle province.
I centri per l’impiego hanno cosi’ sostituito i vecchi uffici di collocamento, i quali sono stati soppressi con la stessa norma che ha istituito i nuovi servizi per l’impiego.

In questo modo e’ stato sancito il passaggio dal “vecchio collocamento”, quale ufficio fatto di meri adempimenti burocratici ed amministrativi legati alla gestione delle liste di disoccupazione, ai nuovi servizi per il lavoro le cui attivita’ vengono notevolmente ampliate e profondamente modificate dalla nuova normativa, anticipando parzialmente la radicale riforma dei servizi per l’impiego attuata con i decreti legislativi n. 181/00 e n. 297/02.

I “centri per l’impiego”, infatti, secondo quanto previsto dalla legge della regione liguria n. 27/98, non erogano solamente i servizi relativi alle funzioni in materia di collocamento, ma anche servizi specifici mirati a favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, ovvero:
- servizi di orientamento, informazione, promozione e consulenza anche per lo sviluppo di nuovi lavori e l’autoimpiego;
- servizi rivolti alla promozione ed alla consulenza relativamente alle attivita’ di formazione professionale;
- servizi rivolti alla promozione dell’inserimento lavorativo e di agevolazioni ed incentivi all’assunzione con particolare riferimento alle fasce deboli;
- servizi rivolti all’analisi della domanda e dell’offerta di lavoro a livello provinciale;
- altri servizi connessi alle funzioni in materia di politica attiva del lavoro.

La legge regionale n. 27/98 prevede inoltre che questi nuovi servizi possano essere gestiti ed erogati dai “centri per l’impiego” anche mediante la stipula di apposite convenzioni con le organizzazioni sindacali ed imprenditoriali presenti sul territorio, al fine di migliorare la qualita’ dei servizi all’utenza e consentire al contempo una capillare diffusione territoriale dell’offerta.

La provincia della spezia ha utilizzato questa possibilita’ realizzando la “rete dei servizi per il lavoro”. la rete e’ nata dalla sottoscrizione, avvenuta il 04 novembre 2003, di un accordo di programma tra la provincia e le associazioni sindacali e datoriali spezzine. tale accordo ha consentito la creazione di 7 “job center”, dislocati sul territorio provinciale, presso i quali i cittadini e le imprese possono ricevere informazioni e consulenza sulle varie tematiche relative al mercato del lavoro ed alla formazione professionale.

Come anzidetto la riforma dei servizi per il lavoro e’ stata definitivamente sancita dal decreto legislativo n. 181/00, successivamente modificato dal decreto n. 297/02, con il quale sono state emanate disposizioni per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro e per individuare i potenziali destinatari delle misure di promozione all’inserimento lavorativo, in conformita’ agli indirizzi dell’unione europea finalizzati a prevenire la disoccupazione giovanile e la disoccupazione di lunga durata.

La nuova legge prevede infatti che i servizi per l’impiego, nell’ambito degli obiettivi e degli indirizzi operativi definiti dalle regioni, debbano erogare azioni di politica attiva finalizzate a favorire l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro e contrastatare la disoccupazione di lunga durata, offrendo un “minimum” di interventi tra i quali:
- colloquio di orientamento nei confronti delle persone in stato di disoccupazione e delle persone occupate alla ricerca di un altro lavoro;
- proposta di adesione ad iniziative di inserimento lavorativo (quali, ad esempio, i tirocini formativi) o iniziative di formazione e riqualificazione professionale;
- altre azioni di politica attiva finalizzate a favorire l’integrazione professionale, quali consulenze individuali specialistiche per l’orientamento e la ricerca del lavoro, consulenza ed assistenza nella ricerca attiva di lavoro, bilanci di competenze, ecc.

I nuovi servizi per l’impiego sono quindi in grado di costruire percorsi personalizzati di accompagnamento al lavoro definendo con la persona progetti di sviluppo formativo o professionale in linea con le attitudini e le aspettative del singolo individuo e le caratteristiche economico-produttive del territorio locale.