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LAVORO

Associazione in Partecipazione agli Utili

(Artt. 2549 -2554 c.c.; D.Lgs 276/03; “Riforma Fornero” L.92/2012, art.1, co. 28-30)

Il contratto di associazione in partecipazione agli utili è regolamentato dal Libro V titolo VII del Codice Civile, con gli articoli dal 2549 al 2554: l’associante (l’imprenditore) «attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto. Per l’associazione in partecipazione non è prevista una forma particolare, in relazione al tipo di apporto, tuttavia, può essere obbligatoria la forma scritta, (come nel caso di conferimento di immobili), o l’osservanza di procedure e adempimenti, specie nel caso di conferimento di un’attività lavorativa, (ad esempio il rispetto delle misure antinfortunistiche e la tutela assicurativa e previdenziale). Per quanto attiene alla durata, tale contratto può avere una durata limitata o essere stipulato a tempo indeterminato. Non esiste un termine minimo per la validità dello stesso.
Tale tipologia di contratto vede coinvolti due soggetti: l’associato, il quale può fornire un apporto d’opera o lavoro (avvicinandosi in tal modo alla figura del lavoratore dipendente), di capitale (denaro o beni) avvicinandosi alla figura di socio, o misto (d’opera e di capitale), e l’associante che in contropartita attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari


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Contratto Associazione in Partecipazione agli Utili

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